Cappellacci di zucca al ragù

Se si passa da Ferrara, non si può andar via senza aver assaggiato un piatto tipico locale: i cappellacci di zucca. Potete trovarli conditi al ragù oppure burro e salvia. I cappellacci sono dei grandi tortelli ripieni di zucca. Piatto che accomuna Ferrara e Mantova, seppure con notevoli differenze. Io che sono un purista e mi piacciono le cose semplici, preferisco i cappellacci ferraresi, piuttosto che i tortelli con la zucca mantovani. I mantovani infatti nel ripieno hanno anche amaretti e mostarda. Secondo la mia esperienza, la mostarda è una presenza che se inizialmente può stuzzicare, alla lunga stanca, appesantisce e confonde il gusto. Il cappellaccio ferrarese invece è fatto in purezza, solo zucca con una punta di noce moscata che esalta profumi e sapori.

La purezza del piatto però porta con sé una difficoltà tecnica non indifferente, infatti l’accompagnamento, il ragù, deve essere impeccabile, gustuso, buono, non unto, fatto con ingredienti di qualità, per poter far sì che il primo piatto sia una festa per le papille gustative. E, inutile dirlo, anche la zucca deve essere eccellente, non avendo alcun “aiuto” aggiuntivo per sostenere il sapore del ripieno (l’amaretto e la mostarda mantovani). Deve per forza essere gustosa. Ho provato molto a Ferrara e il cappellaccio perfetto si trova al ristorante da Noemi (qui il link), consiglio vivamente di mangiare in questo locale, e non limitarsi a provare solo i cappellacci (questa trattoria merita un post a sé, che scriverò, essendo una continua, piacevole, indimenticabile, scoperta).

Così anch’io credo di aver trovato un buon equilibrio nella realizzazione dei miei cappellacci ferraresi, da farsi in semplicità, e da condire con il ragù (qui quelli preparati da Monia e me) per soddisfare le voglie più golose, ma assolutamente da provarsi anche olio e salvia (questa è la mia maniera per mangiarli) per godere della purezza di un piatto tipico tra le centinaia che impreziosiscono i pasti del nostro bel Paese.

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Tagliatelle che passione

Le tagliatelle sono la mia passione. Mi piacciono con qualsiasi condimento, ma in particolare sono ghiotto di quelle al ragù. Ho un ricordo preciso legato ad esse: il profumo fantastico che sentii quando entrai a casa della mia fidanzata, e lei mi aveva preparato (era la prima volta) le tagliatelle ragù e funghi. Il profumo era paradisiaco, il sapore anche.

La tagliatella al ragù non si trova così spesso in menù, almeno non nel Veneto, più di frequente invece in Emilia-Romagna. Perciò quando mangio in quella regione, mi piace ordinarle e sentire come le preparano: com’è la cottura della pasta, se è fatta a mano, la qualità ed il sapore del ragù.

Tra quelle che mi è capitato di provare, le migliori sono quelle che ho mangiato (ormai circa un anno fa) a Ferrara, alla Trattoria La Romantica: ambiente elegante, distaccata cortesia da parte di chi serve (non sono invadenti e di sicuro non sono maleducati, ma neppure il massimo della cordialità – un servizio che credo si leghi più all’atmosfera del ristorante, che se nell’insegna si richiama alla tradizione casalinga tutta italiana della trattoria, in realtà  questo è solo un accenno e un richiamo alla tradizione appunto, ma per un ristorante che guarda oltre e punta su di un impianto di servizio, ambiente e cucina più ricercato), menù curato con accenti creativi. Porzioni medie (non si patisce la fame causa micro porzioni). Il prezzo ed il menù completo si possono vedere nel sito della trattoria linkato su; a mio modo di vedere è un prezzo onesto, direi 1 o 2 euro in più rispetto alla media, tenendo conto che a Ferrara città, rispetto alla provincia, i ristoranti hanno nel prezzo dei piatti in menù un 1-2 euro in più.

Le tagliatelle, come detto, erano eccellenti: ben cotte (al dente), ben condite, gustoso e ricco il ragù, ma non pesante. Un piatto equilibrato e ben fatto, non è facile trovare la stessa cura nella preparazione delle tagliatelle al ragù in altri ristoranti. Le ho mangiate con piacere e dico che vale la pena provarle.

Queste invece sono le mie tagliatelle (integrali, nere, rosse, tradizionali)