Ho fatto la pizza in padella

Ho sentito spesso parlare della pizza in padella, ma non avevo un’idea precisa di che cosa fosse, e di come si facesse. Insomma, credevo se ne parlasse come di Atlantide, qualcosa che forse è esistita, una leggenda, c’è, non c’è, chissà, lo chiederemo a Giacobbo. In effetti non è facile da trovarsi in pizzeria, e l’unico tipo di pizza in padella che conoscevo, galattica tra l’altro (la consiglio vivamente), l’ho mangiata alla pizzeria ristorante Ellepi di Massa Lombarda. Ci sono stato grazie alla mia fidanzata, e ogni volta che abbiamo mangiato lì, ho provato a spiare come la pizza venisse preparata. Se non ho visto male, la pizza era effettivamente cotta all’interno di una placca dai bordi leggermente alti e di forma rotonda, ma mi pareva che la cottura avvenisse in forno.

Poi sono andato a curiosare nel Blog (consiglio oltre alla pizzeria anche il blog che sto per citare, fonte di idee preziose, curato dalla sua autrice con attenzione, e all’insegna del buonumore che in cucina ci vuole sempre) La cucina delle Meraviglie, ed ecco che cosa ho trovato: cliccare qui!

Ho voluto immediatamente provare a realizzare la pizza in padella, cotta appunto sul fornello e dentro ad una padella. Il risultato è eccellente, una bontà che si prepara rapidamente. Una pizza fragrante che assomiglia a quella che si gusta in pizzeria, quella cotta nel forno a legna: stessa leggerezza, croccantezza e direi anche stesso gusto, o quasi. Un sapore di sicuro inedito rispetto alla normale pizza casalinga preparata in forno. Un’alternativa stuzzicante.

Non aggiungo nulla a quanto già riportato nella ricetta della Cucina delle Meraviglie, lì trovate dosi e procedimento. Io ho scelto un impasto che avesse anche una parte (circa 1/5, o poco meno) di farina di mais per polenta gialla, che ha reso croccante la pizza, e le ha dato un colore giallo brunito piacevole a vedersi. Ho farcito: una pizza con prosciutto cotto, e una con brie, le ho tagliate a spicchi e le ho servite su di un tagliere di legno (bello a vedersi, in più il legno evita la formazione di umidità sul fondo), circondata di lattuga e radicchio tagliati sottili. L’ho fotografata, ma poi per errore ho cancellato le foto! 😦 sarà per la prossima volta.

  • solo una considerazione: l’impasto può essere tirato con il mattarello (o a mano) più o meno sottile, in base alla croccantezza, o alla morbidezza, che si desidera; sarei curioso di provare a vedere se la pizza può essere cotta a fuoco moderato già farcita, quindi senza doverla girare. Proverò.
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Ciambella di ricotta

Questa ricetta per la preparazione della ciambella, ha in sé un punto di forza: non usa il burro, sostituito dalla ricotta.

La ricetta qui presente è quella “base”, poi la ciambella può essere arricchita e/o guarnita a piacere: 200 g di farina 00, 175 g di zucchero, 2 uova, buccia di limone (q.b. non ne serve molta, poco meno di mezzo limone, forse anche meno), 200 g di ricotta, 1 bustina di lievito per dolci, poco meno di mezzo bicchiere di latte, un pizzico di sale.

Se la si vuole un po’ più dolce ed aromatizzata, aggiungere un cucchiaio di miele.

Lavorare insieme ricotta, zucchero e uova, facendo ben montare l’impasto (ora inserire il miele). Successivamente aggiungere la farina setacciata e un pizzico di sale. Amalgamare bene, quindi incorporare il latte. Attenzione: l’impasto dovrà risultare ben sodo, regolarsi di conseguenza nell’aggiungere il latte per evitare di esagerare. Unire la buccia di limone e per ultimo il lievito. Imburrare ed infarinare uno stampo per ciambella, versarvi l’impasto, cuocere in forno (pre-riscaldato) a 180° C per circa 25-30 minuti. ATTENZIONE: l’impasto potrebbe sembrare poco, ma la presenza di 1 bustina di lievito lo farà aumentare di volume di più del doppio, tenere presente ciò nella scelta dello stampo, evitatando quelli più piccoli.

Quella che noi otterremo è un’ottima ciambella leggera, ma gustosa. Fragrante ma non secca come un plumcake, né “spugnosa-gommosa”, e che si conserverà per almeno 4 giorni senza seccare troppo, ma  mantenendo la sua leggerezza

Questa ricetta base può essere arricchita a piacere in mille modi: se si vuole una ciambella al cacao (come in foto) aggiungere cacao in polvere, senza lesinare, ricordando però di aggiustare la densità dell’impasto, inserendovi una punta in più di latte.

Possiamo ancora unire all’impasto: canditi, mandorle, noci, pistacchi. Per le noci stendere nell’apposito stampo metà impasto, quindi stendervi sopra gherigli di noce tagliati a metà, e per ultimo l’altra metà dell’impasto. Se ne ottiene un ottimo effetto.

Si può fare marmorizzata, inserendo in metà impasto cacao in polvere, e poi unendo i due composti (con e senza cacao) senza mescolarli tra di loro, ma sovrapponendoli in fase di pre-cottura, quando stendiamo la ciambella sullo stampo.

E ancora possiamo farcirla a piacere con quelle creme, glasse, sughi di frutta o marmellate che più ci piacciono.