Coda alla vaccinara (de la sora romana)

Avete mai visto il programma di LA7 “Ti ci porto io” con Michela Rocco di Torrepadula e lo chef Giancarlo Vissani? E’ una trasmissione molto interessante nel panorama dei programmi della domenica mattina, che ci portano, appunto, a conoscere i tesori gastronomici (e non solo) del nostro splendido paese.

E’ proprio grazie a questa trasmissione che ho imparato come si fa la famosa coda alla vaccinara, che fa parte della tradizione romano-laziale, più che della mia veneta. Ma in realtà la componente principale nella preparazione di questa ricetta, è quella che caratterizza ogni eccellente piatto della nostra cucina: la semplicità! Semplicità che preserva il gusto dell’elemento principale, e lo esalta.

Non servono duemila ingredienti (io ripeto sempre: diffidate di quelle ricette che hanno un’infinità di ingredienti), la preparazione è semplice, basta solo pazienza, cura, amore.

Riporto qui la ricetta della signora, la sora, che in trasmissione la preparava (io l’ho leggermente elaborata, ma solo piccolissimi dettagli): su di un fondo di cipolla e sedano, adagiamo la coda a tocchi e la facciamo ben rosolare, bagnando poi con poco vino bianco. Facciamo ben cuocere aiutandoci con poco brodo (vegetale o di carne, a piacere, io ho usato il primo). Cottura prolungata e a fuoco lento, ci vorranno anche 4 ore. Verso la fine della cottura (ad 1 ora dalla fine) aggiungiamo della salsa di pomodoro (pomodoro fresco, cotto a parte). Servire con listarelle di sedano lessato.

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